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Covid-19 Cosa ci dice questo virus, su natura, sostenibilità e alimentazione?

Giuseppina Buscaino

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Questo virus ci sta dicendo che non possiamo fare tutto quello che vogliamo, perché non siamo poi così potenti: non possiamo mangiare gli animali selvatici o anche semplicemente animali e non ammalarci. Ma questa volta la lezione è severissima. Bisognerebbe imparare un nuovo modo di produrre e di mangiare anche perché l’offerta di cibo è varia. Bisognerebbe anche cambiare cosa produrre, per esempio anziché armi, mascherine, in questo momento! Il pianeta è profondamente ferito e anche l’agricoltura dovrebbe diventare sostenibile, perché l’agricoltura tradizionale è causa di forte inquinamento e di depauperamento delle terre coltivabili. E con lo scioglimento dei ghiacciai dovuto all’inquinamento, si rivitalizzerebbero virus ibernati da millenni, forse persino peggiori del Covid 19! L’urgenza di rendere sostenibili le attività dell’uomo, è denunciata da tutte le organizzazioni mondiali e dall’UNEP, un organo dell’ONU. Basta dunque monoculture e la meccanizzazione spinta che appiattisce il paesaggio e demolisce la biodiversità degli agroecosistemi, provocando conseguenze devastanti sul paesaggio, sulle specie legate agli ambienti agricoli, sulle risorse naturali, prime fra tutte l’acqua e il suolo e, certamente non meno importante, sulla salute umana. Basta con l’uso del glifosato! E in questo settore ci sarebbe bisogno di un’altra regolamentazione: pagare stipendi adeguati ai lavoratori della terra e calmierare i costi che paghiamo ai grossisti. E la distribuzione dovrebbe essere a chilometri zero. I consumatori dovrebbero diventare più consapevoli. Devono sapere, per cominciare, che McDonald’s – Ristorazione sottopaga i dipendenti. Gli animali che forniscono la carne degli hamburger sono costretti a continue gravidanze e vengono imbottiti di antibiotici e farmaci. La deforestazione dovuta alla coltivazione di soia per gli animali, causa ogni giorno la perdita di meravigliosi esemplari arborei, degli animali che vivono nelle zone deforestate e contribuisce pesantemente al peggioramento dell’effetto serra: quando gli alberi vengono abbattuti e bruciati, sono emesse nell’atmosfera grandi quantità di anidride carbonica, la causa maggiore del fenomeno del riscaldamento globale. Nella sola foresta amazzonica brasiliana, tra il 1990 e il 2000, è stata abbattuta una quantità di foresta pari a 2 volte il territorio del Portogallo, e cioè 17,2 milioni di ettari (dati del Center for International Forestry Research).Ma la deforestazione è davvero necessaria? Perché ogni giorno dobbiamo assistere a questa catastrofe ambientale? Chi ci guadagna e perché? La risposta a queste domande, è il segreto che le multinazionali della carne non vogliono che conosciamo, perché da questo segreto dipendono i loro profitti miliardari. E poi c’è da dire che la carne è ecologicamente inefficiente, cioè in termini ambientali “costa tanto” produrla. Ad esempio, per produrre la carne di manzo si usano i 3/5 dei terreni agricoli disponibili a livello mondiale, eppure fornisce meno del 5% delle proteine e meno del 2% delle calorie consumate globalmente, contro il 61% delle proteine create dalle coltivazioni vegetali, per la produzione delle quali serve una quantità nettamente inferiore di terra (report del 2012 “Grade a Choice? Solutions for Deforestation – Free Meat”, della Union of Concerned Scientists). Per rifornire di carne 7 miliardi di abitanti della Terra, c’è bisogno degli allevamenti intensivi, dove gli animali sono trattati malissimo e imbottiti di farmaci e vengono fecondati artificialmente per produrre di più così come vuole il capitalismo. L’oncologo dottor Franco Berrino, ricercatore del’Istituto italiano dei tumori di Milano, dice che la carne non è necessaria per la nostra alimentazione. Per far guadagnare le multinazionali della carne stiamo devastando il pianeta, facendo male a noi stessi (perché durante la digestione, nel nostro intestino si formano le nitrosammine che sono cancerogene (si trovavano nel Ranidil prodotto in India, che per questo è stato ritirato) e agli animali. È del 2005 il più grande studio epidemiologico mai realizzato sul legame tra alimentazione e tumore: la ricerca Epic (Europeanprospective investigation into cancer and nutrition), condotta in 10 Paesi europei, compresa l’Italia, attraverso 23 centri coordinati dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS. Il risultato è sconcertante: chi consuma carne rossa fresca, ovvero manzo, vitello, maiale e agnello, o conservata, cioè prosciutto, bresaola, mortadella e salame, ha più probabilità di ammalarsi di cancro al colon e al retto. Questo rischio cresce in proporzione alla quantità di carne che si consuma, fino a raddoppiare, in chi ne mangia più di 200 grammi, rispetto a chi ne assume meno di 20 grammi al giorno. Lo studio è pubblicato sulla rivista scientifica Journal of the national cancer institute.

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Antonio Bianco sul voto alle regionali “De Luca : ti piace vincere facile”

Antonio Bianco

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Una valanga di voti consente a De Luca di governare per altri 5 anni la Campania, quasi il 70% degli elettori ha gradito il suo operato mentre la partecipazione al voto è stata del 55% degli aventi diritto. La sua fama di giullare unita alle 15 liste collegate hanno reso la partita senza storia e, parafrasando una nota pubblicità, potremmo dire:De Luca ti piace vincere facile. Forse sorgeranno deiproblemi nella ripartizione degli incarichi, sicuramente troverà la giusta soluzione individuando la poltrona nel sottobosco degli enti regionali. È innegabile che il Covid 19 ha offerto a De Luca un assist alla Pirlo ed ha messo la sordina a chi, prima del lockdown, non voleva riconfermarlo come candidato alla presidenza della Regione. Molti hannostorto il naso sul fiume di denaro elargito ai cittadini Campani, in altri tempi sarebbe stato considerato un voto di scambio. Invece è stata una risposta tempestiva ai bisognireali innescati dalla Pandemia che ha azzerato il reddito dei lavoratori e delle imprese a causa del prolungato lockdown. I problemi non possono essere affrontati con pannicelli caldi. In Campania il 40% della popolazione è a rischio povertà, mentre più del 20% delle famiglie vivono di lavoro precario, sottopagato senza alcuna tutela. Nei cinque anni di governo di De Luca i diritti di cittadinanza non sono affatto migliorati. Siamo il territorio più povero dell’intera Europacon il reddito pro-capite che è la metà di quello del Nord. La disoccupazione, in particolar modo quella femminile, è a livelli inaccettabili e provoca la fuga dei giovani laureati,arruolati nella corte delle Regioni del Nord o dei Paesi esteri. I trasporti pubblici locali sono merce rara ed il cittadino si affida prevalentemente ai mezzi privati, ne risente la qualità dell’aria e la salute delle persone nonché il già disastrato bilancio del Sistema Sanitario Regionale. Oltre a ciò vanno sottolineate le vane promesse di risanamento ambientale tante volte sbandierate da De luca e mai mantenute. Il sito di stoccaggio di Taverna del Re contiene venti milioni di ecoballe, tra i Comuni di Giuliano e Villa Literno, una bomba ecologica mai bonificata esposta agli atti vandalici delle persone che potrebbero appiccare il fuoco alle balle e devastare, ancor di più, la terra dei fuochi.Senza dimenticare la cronica emigrazione sanitaria verso le Regioni del Nord per mancanza di strutture e posti letto. Non basta la comunicazione snella intrisa di battute ad effetto, la Campania è una zona sottosviluppata dell’UE. Conseguenza diretta delle insufficienti risorse finanziarie ripartite dallo Stato Centrale con il criterio della spesa storica e della politica, dei due pesi e due misure, praticata dai Governi da almeno un ventennio che avvantaggia le Regioni del Nord e penalizza i nostri territori, incluso il Sud.

Occorre rimettere in capo allo Stato Centrale alcune materie come, ad esempio, l’Istruzione, la Sanità ed i Trasporti e riformare il titolo V della Costituzione al fine di assicurare a tutti identici diritti. La presenza delle 20 piccole Patrie incarnate dalle Regioni ha mostrato tutti i suoi nefasti aspetti durante la Pandemia. Mai come ora è indispensabile l’Unità e la coesione Nazionale senza delle quali lo slogan “mai più ultimi”, di deluchiana memoria, sarà un vaticinio che non darà dignità ai Campani considerati stranieri in Patria (altro…)

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Emergenza Covid – I dati aggiornati

redazione

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Coronavirus in Irpinia. Positivi al COVID19 i tamponi naso-faringei effettuati su 9 persone: (altro…)

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La Regione Campania emana l’ Ordinanza n. 75 con successivo chiarimento ed integrazione

redazione

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Con Ordinanza della Regione Campania n. 75 del 29 settembre 2020 e successivo chiarimento n. 34 del 29 settembre 2020, vengono emanate ulteriori disposizioni in materia di prevenzione del rischio di contagio da COVID-19, rivolte all’esercizio delle attività connesse a cinema, teatri e spettacoli dal vivo, ristorazione e bar, wedding e cerimonie. (altro…)

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