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Ciarambino e i 4 candidati irpini a Chianche per ribadire il no al Biodigestore

redazione

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“Chianche è la nostra via del Chianti, non consentiremo la costruzione di un Biodigestore”. 

Così la candidata del M5s alla presidenza della Regione Campania Valeria Ciarambino, oggi ad Avellino per presentare la lista del collegio irpino al teatro Partenio. La capogruppo uscente dei pentastellati in consiglio regionale, accompagnata dai 4 candidati irpini, Carmen Bochicchio, Vincenzo Ciampi, Generoso Testa e Maura Sarno, e dal deputato Michele Gubitosa, si è poi recata a Chianche, per ribadire il no alla realizzazione del Biodigestore.
“Le aree interne della Campania non devono essere più il luogo in cui si fa sfruttamento delle risorse naturali, azzerandone le enormi potenzialità di crescita e di sviluppo, come sta avvenendo da troppi anni in Irpinia – ha spiegato la Ciarambino -. Questo territorio ha già subito un danno con l’eolico selvaggio in prossimità dell’Oasi del Wwf e un altro lo sta per subire se non fermiamo la costruzione del Biodigestore nell’area di Chianche, una zona a forte vocazione vitivinicola per la produzione del Greco di tufo. Non oso pensare cosa accadrebbe se lo stesso impianto da 30mila tonnellate lo si immaginasse in prossimità della via del Chianti in Toscana o nelle zone del Prosecco in Veneto. Questi territori possono essere motore di sviluppo per l’intera regione, purché le occasioni di sviluppo si creino rispettando la specificità dei luoghi.

Il ministro Costa ha istituito le Zea, le zone economiche ambientali, all’interno dei parchi nazionali. Noi vogliamo istituire le zone economiche ambientali regionali all’interno dei parchi regionali della Campania – ha poi concluso la candidata presidente -. Con il Green New Deal, un grande piano per la riconversione ecologica a livello europeo, ci saranno tantissimi soldi. Dobbiamo cogliere questa opportunità e far arrivare un bel po’ di queste risorse in Irpinia, per farne l’area più green non solo della Campania, ma dell’Italia intera”.

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Verso le Regionali – Maria Elena De Gruttola inaugura il Comitato Elettorale

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Venerdì 7 agosto 2020 alle ore 19 ad Ariano Irpino verrà inaugurato il comitato elettorale della candidata al (altro…)

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I vincitori dell’ottava edizione dell’Ariano International Film Festival

redazione

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LA MAGIA DEL CINEMA E LA FORZA DELLA CULTURA … I MOTORI PER LA RIPARTENZA” (altro…)

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I Meridionali: delinquenti abituali

Antonio Bianco

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È incredibile, il giornalista professionista Daniele Martinelli ha espresso idee datate e prive di senso logico.

Questi i fatti.

I reati commessi dai carabinieri di Piacenza ed il sequestro della caserma hanno fatto scatenare il nostro prode eroe che in un commento su facebook scriveva: Va però ribadito che la predisposizione a delinquere e a fare del male è solitamente propria di chi nasce, cresce e si forma al Sud”. Parole inqualificabili e razziste che ripropongono le teorie di Cesare Lombroso, mandate al macero dalla storia, prive di contenuto scientifico, indegne di un giornalista, frutto dell’ignoranza. Meraviglia il silenzio dei media e di tutti i Partiti, incluso il M5S, che ha avuto ampi consensi elettorali ed ha eletto una moltitudine di Parlamentari meridionali, incluso Di Maio, reputati da Daniele Martinelli, “delinquenti abituali” essendo nati e cresciuti al Sud.

Silenzio eloquente che mostra, ancor di più, il pregiudizio atavico nei confronti dei Meridionali additati come la “razza maledetta”, Parole e pensieri già ampiamente espresse in altre occasioni da Feltri “[…] Perché mai dovremmo andare in Campania? A fare i parcheggiatori abusivi? I meridionali in molti casi sono inferiori […]”; e da Zaia “[…] mezza Italia è fatta di cialtroni e fannulloni […]”.

Gli apprendisti stregoni soffiano sul fuoco e dimenticano che le parole sono pietre che possono evocare il nemico con conseguenze inimmaginabili sull’amalgama della comunità italiana, caratterizzata da stridenti disparità socio-economiche che rendendo l’Italia una Nazione disunita e disuguale.

Disparità mai sanata, mai messa in discussione dalla miope classe politica Nazionale ed aggravata da quella locale, assoggettata supinamente agli interessi del Nord che, sin ad oggi, ha sacrificato i diritti di cittadinanza di 21 milioni di persone residenti nel Sud. Fatti messi in luce dallo Svimez che stigmatizza una realtà da esodo biblico. Negli ultimi 15 anni, infatti, circa 2 milioni di persone, la metà giovani ricompresi fra 15 e 34 anni, hanno abbandonato il Meridione e 800 mila non vi hanno più fatto ritorno.

Tutto ciò è inaccettabile, sia l’imminente campagna elettorale per le regionali e le comunali il palcoscenico per riaccendere i riflettori sullo scippo di risorse umane e finanziarie praticato nei confronti del Meridione. Chi tace è connivente ed accetta le pretese secessioniste delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Non basta dichiarare di voler il bene della comunità in cui si vive, occorrono fatti non parole: “[…] A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca […]” (Don Lorenzo Milani).

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