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CENTRO SALUTE MENTALE, L’ASL CHIEDE UNA SEDE AL COMUNE DI ARIANO

redazione

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L’ASL di Avellino comunica che, in relazione alla necessità di effettuare lavori di riqualificazione e ampliamento del Pronto Soccorso del P.O. “Frangipane” di Ariano Irpino, si è reso necessario lo spostamento del Centro di Salute Mentale, situato nei locali attigui il Pronto Soccorso, in altra sede. Dopo un sopralluogo all’interno della struttura ospedaliera da parte dell’Ufficio Tecnico, della CTM e del Dipartimento di Salute Mentale, e vista l’impossibilità di reperire nel P.O. spazi idonei al servizio, l’Asl ha presentato richiesta al Comune di Ariano Irpino di una nuova sede.
Il Comune di Ariano Irpino, in prima istanza, ha indicato alcuni locali situati in un seminterrato dello stabile dove è allocato Il Distretto Sanitario di Ariano, che ospitavano un’associazione di volontariato, la quale ha lasciato la sede non considerandola idonea. A seguito di sopralluogo dell’Ufficio Tecnico, della CTM e del Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl, l’Azienda ha riscontrato la mancanza dei requisiti, non ritenendo la sede idonea all’uso richiesto. Pertanto l’Azienda ha richiesto al Comune di indicare un’altra sede, con la ferma volontà di non localizzare il Centro in spazi al di fuori dei confini comunali.

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Verso le Regionali – Maria Elena De Gruttola inaugura il Comitato Elettorale

redazione

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Venerdì 7 agosto 2020 alle ore 19 ad Ariano Irpino verrà inaugurato il comitato elettorale della candidata al (altro…)

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I vincitori dell’ottava edizione dell’Ariano International Film Festival

redazione

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LA MAGIA DEL CINEMA E LA FORZA DELLA CULTURA … I MOTORI PER LA RIPARTENZA” (altro…)

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I Meridionali: delinquenti abituali

Antonio Bianco

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È incredibile, il giornalista professionista Daniele Martinelli ha espresso idee datate e prive di senso logico.

Questi i fatti.

I reati commessi dai carabinieri di Piacenza ed il sequestro della caserma hanno fatto scatenare il nostro prode eroe che in un commento su facebook scriveva: Va però ribadito che la predisposizione a delinquere e a fare del male è solitamente propria di chi nasce, cresce e si forma al Sud”. Parole inqualificabili e razziste che ripropongono le teorie di Cesare Lombroso, mandate al macero dalla storia, prive di contenuto scientifico, indegne di un giornalista, frutto dell’ignoranza. Meraviglia il silenzio dei media e di tutti i Partiti, incluso il M5S, che ha avuto ampi consensi elettorali ed ha eletto una moltitudine di Parlamentari meridionali, incluso Di Maio, reputati da Daniele Martinelli, “delinquenti abituali” essendo nati e cresciuti al Sud.

Silenzio eloquente che mostra, ancor di più, il pregiudizio atavico nei confronti dei Meridionali additati come la “razza maledetta”, Parole e pensieri già ampiamente espresse in altre occasioni da Feltri “[…] Perché mai dovremmo andare in Campania? A fare i parcheggiatori abusivi? I meridionali in molti casi sono inferiori […]”; e da Zaia “[…] mezza Italia è fatta di cialtroni e fannulloni […]”.

Gli apprendisti stregoni soffiano sul fuoco e dimenticano che le parole sono pietre che possono evocare il nemico con conseguenze inimmaginabili sull’amalgama della comunità italiana, caratterizzata da stridenti disparità socio-economiche che rendendo l’Italia una Nazione disunita e disuguale.

Disparità mai sanata, mai messa in discussione dalla miope classe politica Nazionale ed aggravata da quella locale, assoggettata supinamente agli interessi del Nord che, sin ad oggi, ha sacrificato i diritti di cittadinanza di 21 milioni di persone residenti nel Sud. Fatti messi in luce dallo Svimez che stigmatizza una realtà da esodo biblico. Negli ultimi 15 anni, infatti, circa 2 milioni di persone, la metà giovani ricompresi fra 15 e 34 anni, hanno abbandonato il Meridione e 800 mila non vi hanno più fatto ritorno.

Tutto ciò è inaccettabile, sia l’imminente campagna elettorale per le regionali e le comunali il palcoscenico per riaccendere i riflettori sullo scippo di risorse umane e finanziarie praticato nei confronti del Meridione. Chi tace è connivente ed accetta le pretese secessioniste delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Non basta dichiarare di voler il bene della comunità in cui si vive, occorrono fatti non parole: “[…] A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca […]” (Don Lorenzo Milani).

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