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Attualità

9 maggio 1978 – Aldo Moro e le “convergenze parallele”

Antonio Bianco

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Il 9 maggio 1978 segnò lo spartiacque fra ciò che poteva essere e non è diventata l’Italia, un disegno incompiuto con autori anonimi. La morte dello statista Aldo Moro, ucciso dalle brigate rosse, fece tramontare il compromesso storico con il quale si voleva coinvolgere il PCI nel governo del nostro paese, progetto definito da Aldo Moro con l’ossimoro delle “convergenze parallele”, fortemente avversato dalla destra democristiana. Non poteva essere lasciato all’opposizione il PCI, forza popolare votata da circa il 34% del popolo italiano, ormai il Paese era maturo per dare incarichi di governo al Partito Comunista più votato in Europa e fortemente critico nei confronti della politica condotta dall’allora Unione Sovietica. Unione fra diversi con la volontà di raggiungere un obbiettivo comune nell’interesse della comunità, di tutti i cittadini, tutti italiani, nessuno escluso, dalla Valle d’Aosta a Lampedusa. Sogno tramontato non solo per lo sgretolamento dei Partiti ma anche per la sfiducia, ormai dilagante, nei confronti di una politica, fatta di programmi privi di strategia a lungo termine che guardano al particolare e perdono la visione di un’intera comunità. Il passato non ritorna, ne siamo ben consapevoli, ma quel progetto unitario di grande lungimiranza e visione strategica oggi non è solo un sogno ma una chimera nata con la riforma del Titolo V della Costituzione avutasi nel 2001. L’Italia frantumata e disunita delle 20 piccole patrie viene interpretata dai Presidenti delle Regioni che non hanno una visione unitaria e, tutti esasperatamente egocentrici, badano a blindare la propria posizione in vista delle imminenti elezioni. L’uomo forte al comando, che tutto sa e può, che fa dichiarazioni roboanti ma ama i compromessi sotto banco a danno dei cittadini, finge di ripulire ma in realtà mette la polvere sotto il tappeto. Chissà, forse il compromesso storico non avrebbe cambiato la storia italiana ma almeno oggi avremmo avuto una Nazione unita e coesa, pronta alla solidarietà. Un Paese che non lascia nessuno indietro e che considera i 21 milioni di persone affidati alle cure dei Presidenti delle Regioni del Sud, inclusa la Campania, tutti cittadini e non stranieri in Patria. La politica è fatta di sogni e, oggi più che mai, bisogna lottare per la nascita di una comunità che mette al centro la persona umana. Eliminiamo le piccole Patrie e ridiamo centralità alla Costituzione.

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Attualità

Elezioni Regionali – Le urne hanno deciso

Federico Barbieri

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La competizione elettorale disegnata, condizionata dalla Covid19, ha dato responsi che hanno fatto gioire, hanno prodotto rabbia, delusione, sconforto. Ha indotto riflessioni, dando la stura a un numero ridotto di telefonate, rispetto all’acme del reperimento consenso. (altro…)

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Attualità

Stipendi in tempo di Covid-19

Federico Barbieri

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La maggiori testate giornalistiche, cavalcando la notizia, sbandierano l’aumento dello stipendio che il successore di Tito Boeri (ex Presidente INPS) si sarebbe determinato. Abbiamo spulciato al riguardo incrociando vari Decreti. Cercando di fare un minimo di cronistoria. (altro…)

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Attualità

Emergenza Covid19 – Altri quattro casi in provincia di Avellino

redazione

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L’Azienda Sanitaria Locale di Avellino comunica che sono risultati positivi al Covid-19 i tamponi naso-faringei di quattro persone residenti in Irpinia, appartenenti a quattro comuni diversi. (altro…)

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