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Direttrice Morgante, come stanno realmente le cose? Dia priorità a operatori sanitari e cittadini

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Questa lettera aperta è stata inviata ieri da Lello Castagnozzi sul profilo Facebook e tramite Messenger alla direttrice della ASL Avellino 1, Maria Morgante: non ha ancora ricevuto alcuna risposta. La riproponiamo qui.

Lettera aperta alla Dottoressa Morgante manager ASL AV1

Egregia Dottoressa,

non sono una persona vittima di azioni impulsive e nella mia vita ho cercato sempre di ponderare ogni gesto in modo da non cagionare danni ad altre persone. Fin dal primo momento di questa tragica epidemia, ho sostenuto senza se e senza ma il lavoro svolto dai sanitari e dal personale tutto dell’ospedale Frangipane. Sono arrivato anche ad arrabbiarmi con molti miei amici che in certi momenti sembravano smarrire la calma di fronte a una situazione che appariva e appare a tratti irrisolvibile. Ora, però, da cittadino e “utente” del servizio che lei gestisce mi sembra opportuno, e spero che non sia troppo tardi, farle alcune osservazioni. Lo so, lo so, in queste circostanze sono tante le persone che si arrogano il diritto di dire la loro, di intervenire, di criticare ecc.. Sono d’accordo con lei a una condizione: che queste osservazioni siano stupide e fuori da qualsiasi contesto utile a ciò che ci siamo prefissati. Non credo a tutte quelle scempiaggini che una parte della popolazione, istigata da uno stuolo di sciocchezzai impenitenti, semina allarmismo denunciando a piene mani la chiusura dell’ospedale, il trasferimento delle unità operative ed altro. Non ci credo, perché io seguo una logica che è quella dell’utilità dei provvedimenti e azioni di un gruppo dirigente. Se lei è d’accordo con me, non vedo il motivo per alimentare queste assurdità e di soffermarsi ancora su queste cose quando la radice dei problemi o del problema si trova da ben altra parte. La mia opinione è quella che bisogna salvaguardare la vita delle persone a qualunque costo. Sono stati commessi una serie di errori marchiani cominciando dal primo, quando non è stato previsto un doppio filtro fra la tenda del pre triage e il Pronto soccorso che poi ha determinato in sostanza tutto ciò che è successo. Il secondo errore gravissimo, è stato quello di aver considerato gestibile con i mezzi a disposizione, vale a dire in casa, questa crisi che di ora in ora assumeva proporzioni sempre più catastrofiche, fino ad arrivare ai numeri che ci troviamo oggi con il personale infettato e, mi dicono, non controllato così come dovrebbe essere, e con le stesse risorse umane a gestire l’ospedale. Ci sono due esigenze importantissime da tutelare: la vita e quindi la salute di chi lavora all’interno della struttura senza i quali saremmo ancor più spacciati; la vita e la salute dei cittadini dell’intero bacino entro il quale esiste e agisce il Frangipane. Per fare ciò è evidente che bisogna azzerare il tutto per poter ripartire. È ovvio che per fare ciò bisogna mostrare i muscoli alla Regione, al Governo, a chiunque sia in grado di aiutarci per recuperare un minimo di tranquillità per i pazienti, per i cittadini e per gli operatori sanitari. La richiesta: un tecnico specializzato nella gestione di casi come questo, un docente universitario, un ricercatore che abbia le idee chiare, un tecnico mandato dal ministero della salute; qualcuno in grado di far uscire la struttura dall’ impasse fatta di contagi e, pare, mi corregga se non è così, di confusione. Chiedere con tutta la forza immaginabile tutto il materiale occorrente, la popolazione è con lei e potremmo essere d’aiuto nel fare pressione in tutti i modi democratici e pacifici possibili, affinché il personale e la popolazione non sia privata dei mezzi che ci possano far uscire da questa condizione. Per concludere, le chiedo di farsi sentire, di rilasciare un’intervista, di fare una dichiarazione televisiva o su Facebook, qualsiasi mezzo mediatico, purché sia utile a tranquillizzare la popolazione e a chiarire una volta per tutte qual è veramente la situazione attuale.

Con il doveroso rispetto

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